Agilulfo

Agilulfo

Il medioevo a strisce

agilulfo headlinecopy agilulfo copertina

 

"...si coglie l’ispirazione delle grandi strip americane, il gusto della posizione del personaggio e lo stile morbido, la cadenza delle battute ed in particolare l’impostazione di quello che ha tutta l’aria di diventare una saga..."

Dino Aloi

 


 

"Agilulfo" è il personaggio principale di una serie di strips pubblicate da Il Pennino in un apposito volume in bianco e nero edito nel 2006. La stessa serie è recentemente apparsa a colori sul periodico online Buduàr.

Sin da ragazzino ero affascinato dai lavori di autori come Brant Parker e Johnny Hart ("B.C." e "Il Mago Id"), Charles M. Schulz ("Linus"), Quino ("Mafalda"), Mell Lazarus ("Momma") ma anche i nostri notevoli Bonvi ("Sturmtruppen"), Skiaffino ("Santincielo"), Silver ("Lupo Alberto") e i fratelli Franco e Agostino Origone ("Nilus") che potevo leggere su riviste quali "Linus", "Il Mago" ed "Eureka". Così i miei primi tentativi di disegnare strisce umoristiche "seriali" risalgono al periodo della terza elementare. Al ginnasio le cose si fecero più serie: incominciavo ad inserire argomenti politici e di attualità nelle battute dei miei personaggi ma iniziavo ad essere più attratto dalla vignetta umoristica e gradualmente abbandonai il disegno a più quadri.

agilulfo-1


L'idea di realizzare una striscia umoristica si rifece viva all'inizio degli anni '90 per la volontà di sperimentare il disegno umoristico lavorando su "tempi" più dilatati rispetto a quelli tipici della vignetta a quadro unico e contemporaneamente meno "permissivi" di quelli tipici di una tradizionale tavola autoconclusiva.
La striscia consente, e allo stesso tempo richiede, tecniche comunicative molto particolari: il "tormentone", "il gioco di parole", "l'assurdo", "il paradosso", "l'equivoco", "l'estemporaneo" ed altre ancora, attraverso le quali si realizza un prodotto "seriale" al quale il lettore si avvicina gradualmente imparando a riconoscere i caratteri dei personaggi in gioco e le reazioni che da essi si deve aspettare in relazione alle situazioni nelle quali vengono coinvolti di volta in volta.Ogni battuta è il risultato di una sequenza nella quale, come per l'avanspettacolo, qualcuno "porge" e qualcun'altro "conclude". Insomma, un personaggio è "la spalla" è un altro è "il comico" vero e proprio. Ma può capitare che un singolo personaggio agisca in entrambi i ruoli, come avviene nei monologhi del teatro comico.

 

agilulfo-2

 

Il disegno si rivela fondamentale nella definizione del carattere di ciascun personaggio e, per questo motivo, deve essere costante e regolare come nel fumetto. Tuttavia la brevità delle sequenze, due o tre quadri, richiede prevalentemente inquadrature di primo piano o piano americano, raramente scene a figura intera o panoramiche.
La necessità di produrre numerose strisce in tempi ridotti necessita di una decisa "standardizzazione" dei particolari e una superiore sintesi del tratto rispetto al fumetto e alla stessa vignetta a quadro unico. Così, mentre per quest'ultima si è liberi di esprimere senza limiti la propria tecnica e il proprio stile si manifesta per le naturali capacità espressive, nella striscia occorre un approfondito studio preliminare sulla base del quale, attraverso il continuo lavoro, sviluppare nuove soluzioni e ulteriori sintesi.

 

agilulfo-3

 

La scelta del personaggio di Agilulfo, primo duca longobardo di Torino, poi re a Pavia e secondo marito della ben nota regina Teodolinda, è conseguenza della volontà di lavorare su un personaggio "nostrano". Certo, un "longobardo" non era un "italiano", ma l'ambientazione nel Bel Paese e il contrasto con il carattere "teutonico" dell'originale storico mi parevano elementi interessanti per rivestire il mio Agilulfo di tutte quelle carattestiche che, per luogo comune o realtà delle cose, lo rendono "italiano" a tutti gli effetti. Agilulfo è tutto meno che rigidamente "germanico": pavido, ingenuo, disonesto e un po' cialtrone. Tuttavia non troppo di tutto questo e abbastanza per risultare simpatico ai più eccetto che al proprio cavallo Dorippo.

 

agilulfo-4

 

Agilulfo si circonda di colleghi dalle stesse meschine caratteristiche che ognuno esprime in ragione della "specializzazione" professionale: Baldo, il capo degli armigeri, il mago e consigliere di corte Abacus, il giullare Grog, il boia, ecc. Gli unici esempi di intelligenza superiore sembrano essere rappresentati dalla regina Teodolinda, che però appare maternamente indifferente e reagisce in modo ferocemente caustico alle ridicole vicissitudini del regio consorte e da Wolf, il braccio destro di Baldo che in realtà è un cocker spaniel. A coronamento del cast, oltre ai quotidiani rivali Franchi capeggiati dal re Clotario, una serie di avversari di volta in volta rappresentati dall'àvaro Rotula detto "la tendinite di Dio", da Krijk, improbabile condottiero nordico solito risalire il Po sul suo drakkar in cerca di preda, da Balalajka, capo slavo giunto da est con i suoi temibili guerrieri ebbri di vodka, da Birillio, geniale generale bizantino e da Tamarindo, il pirata saraceno. Infine, un gruppo di personaggi di contorno propri del mondo fantastico: l'unicorno, il drago, lo stilita, lo gnomo, la spada e la roccia, l'una nell'altra ma senza alcuna armonia nè tolleranza.

 

agilulfo-5

 

Questa seconda serie di personaggi è stata sviluppata in un momento successivo alla prima, per alleggerire le storie ed agevolare la ricerca di nuove soluzioni umoristiche. Ecco perchè nonostante storicamente il personaggio di Agilulfo sia da collocare tra la fine del V e gli inizi del VI secolo d.C. le vicende che interessano il personaggio disegnato si permettono scorrettezze temporali e salti nel fantastico senza alcun ritegno. Il tutto, ovviamente, alla ricerca di situazioni divertenti sempre diverse e universalmente comprensibili perchè l'obiettivo è semplicemente divertire, senza riferimenti alla satira che non siano quelli propri di una blanda e plateale critica del semplice costume, per buono o cattivo che esso sia.

Dopo circa un anno di lavoro a tempo perso, tra studi dei personaggi, prove di sceneggiatura e inquadrature, mi ritrovai con un faldone di schizzi a matita e china e un database di situazioni e battute. Il faldone finì nella libreria, tra una raccolta di Totem e una di Pilot. Dopo una quindicina d'anni lo ripresi in mano (o forse mi cadde su un piede) e lo feci vedere a Dino Aloi che ne fu entusiasta e volle a tutti i costi realizzarne un libro. Per cui ripresi tutto in mano e, ridefiniti i caratteri secondo lo stile che nel frattempo si era ulteriormente evoluto, realizzai un centinaio di strips che finirono per la maggior parte sotto i tipi de Il Pennino. Parallelamente, un paio di altri progetti ancora in divenire, ma che entrambi speriamo di realizzare, come sempre, "prima che sia troppo presto".

 

"...ci ho messo tutta la calma possibile, tanto che mi sono addormentato.
Quando Dino mi ha svegliato, erano passati quindici anni...
"

Milko

 




test